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conciliatore professionista al lavoro

Cosa trovi in questo articolo

Il conciliatore opera in campo giuridico ed è una figura professionale indispensabile per il giudice, che svolge per l’appunto l’attività di conciliazione.

 

Il compito di questo professionista è quello di adoperarsi per una risoluzione delle controversie legali, cercando di mediare in modo obiettivo tra le parti, per il raggiungimento di un accordo.

 

Il conciliatore non è un giudice, non siede in un’aula di tribunale e neppure decide l’esito della controversia, ma viene chiamato in aiuto come una sorta di supervisore e come osservatore imparziale di tutti gli elementi che caratterizzano il conflitto tra le parti.

 

Quando interviene per risolvere un conflitto per prima cosa ascolta con attenzione i soggetti coinvolti, poi cerca di acquisire la loro fiducia, in modo tale da aiutarli a superare la barriera legata all’impostazione emotiva del conflitto, dimostrandosi una figura super partes.

 

Se ti senti portato per questo tipo di professione e vuoi scoprire come diventare un conciliatore, in questo articolo avrai modo di capire chi è questo professionista, come svolge il suo lavoro, quanto guadagna e quale corso dovresti seguire per diventarlo a tutti gli effetti.

 

Conciliatore al lavoro dopo aver seguito un corso su come diventare un conciliatore professionista

Il conciliatore viene chiamato in causa come supervisore super partes e come osservatore obiettivo degli elementi che caratterizzano un conflitto

 

Il conciliatore professionista: chi è e cosa fa

Come detto in precedenza, il conciliatore professionista è quella figura capace di ascoltare le varie parti durante le loro liti, in modo tale da aiutarle a raggiungere un accordo.

 

Il suo ruolo consiste nel mostrare empatia e analizzare attentamente le parole e le rimostranze delle persone coinvolte in un conflitto, prestando attenzione a tutti i dettagli che si possono cogliere attraverso la comunicazione (sia verbale che non verbale).

 

Un bravo conciliatore non manca di franchezza e non è mai forzatamente accomodante, inoltre deve essere sempre onesto e molto aperto, per giudicare in modo imparziale le questioni esposte dalle persone che si trovano davanti a lui.

 

Dopo aver studio e ascoltato bene i concetti espressi da entrambe le parti, successivamente entra totalmente nell’intera discussione, per capire se c’è un margine di mediazione tra le persone coinvolte, in modo da aiutarle a negoziare direttamente fra loro, per raggiungere un accordo finale e superare la controversia.

 

Per poter intavolare una discussione civile in genere vengono anche fissate delle regole, sul cui rispetto vigila proprio il conciliatore. Alcune di queste disposizioni, prese di comune accordo con le parti, in genere comprendono la moderazione del tono di voce, oppure lasciare che l’altro concluda il suo discorso prima di prendere la parola.

 

I compiti del conciliatore

Tra i compiti e mansioni del conciliatore non c’è solo quella di aiutare le parti ad attenersi alle regole per una discussione civile, in modo da poter raggiungere un accordo più agevolmente: deve soprattutto assicurarsi che ogni soggetto coinvolto abbia compreso le conseguenze per aver aderito alla proposta fatta, esponendo anche quale sia la migliore alternativa tra quelle possibili e valide per entrambi.

 

Il lavoro del conciliatore svolto all’interno del tribunale scaturisce da una riforma del processo civile in materia di mediazione, come previsto dal decreto legislativo N° 28 del 4 marzo 2010.

 

Conciliatore al lavoro mentre cerca di mediare tra due parti

Il conciliatore si assicura che ciascuna parte coinvolta abbia compreso la proposta fatta e le sue alternative per risolvere un conflitto in modo amichevole

 

Gli elementi e i concetti chiave della mediazione

Il conciliatore è quindi un mediatore? Nella pratica del mestiere le due figure coincidono, seppur con una importante differenza legata al contesto operativo. Prima di addentrarci però nelle diversità tra queste figure è opportuno evidenziare gli elementi principali e i concetti chiave che caratterizzano il lavoro di mediatore.

 
  • Mediazione: è l’attività svolta da una figura professionale, definita terzo imparziale, che assiste più soggetti nella risoluzione di una controversia in modo tale da porre fine alla questione.
  • Mediatore: il mediatore, chiamato anche “Terzo Imparziale”, è colui che svolge il lavoro senza avere la presunzione di giudicare o prendere decisioni inaspettate. Il ruolo principale del mediatore consiste nel mettere d’accordo le parti, senza il bisogno di recarsi in tribunale, evitando l’eventuale avvio di lunghi processi giudiziari.
 

Differenza tra conciliatore e mediatore

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che conciliatore e mediatore sono la stessa cosa, poiché svolgono un attività simile in modo imparziale, anche se non è proprio così.

 

Esiste una sottile differenza che è bene ricordare e tenere a mente: la conciliazione è una risoluzione bonaria della controversia, che però avviene nell’ambito di un giudizio già instaurato all’interno di un tribunale; quando si parla di mediazione invece si indica un’operazione che si svolge al di fuori del tribunale, non davanti ad un giudice ma davanti ad altro soggetto, in grado da garantire imparzialità.

 

Come avrai intuito il conciliatore professionista è una figura nominata dal giudice e ha il compito di integrarsi nella discussione delle parti, affinché possa aiutarli a raggiungere un accordo per il superamento delle controversie.

 

Tenendo in considerazione quanto detto in precedenza, il mediatore dunque è colui che si adopera, al di fuori del tribunale, affinché le parti possano raggiungere un accordo amichevole.

 

Riassumendo, nella pratica conciliatore e mediatore hanno un approccio e una metodologia di lavoro simile, anche se il primo opera all’interno del tribunale e il secondo agisce all’esterno. Per il resto possiamo dedurre che si trattano di due mestieri distinti, ma allo stesso tempo molto estremamente simili tra loro.

 

Conciliatore al lavoro all'interno di un tribunale

Ogni conciliatore deve sapere ascoltare entrambe le parti, valutando le loro argomentazioni in modo imparziale

 

Quanto guadagna un conciliatore o mediatore civile?

Il guadagno di un conciliatore o mediatore civile varia in base alla mediazione che si trova ad affrontare. L’importo va’ dai € 65 per una controversia di risarcimento fino a raggiungere un elevato guadagno di oltre € 9000.

 

Come si riconosce un bravo conciliatore?

C’è un modo per riconoscere un bravo conciliatore? Generalmente deve possedere delle doti e delle capacità non identificabili in maniera evidente, sempre che non sussistano circostanze che interferiscano nel corretto svolgimento di una mediazione.   La conciliazione può, specie per taluni versi, essere assimilata ad un’arte che si manifesta non tanto mediante l’applicazione di specifiche tecniche, ma anche (a volte soprattutto) come esternazione di doti e attitudini personali.

 

Il conciliatore non dovrebbe difatti limitarsi a sentire le parti ma, piuttosto, prestare loro ascolto, comprendendone le motivazioni e le reali esigenze, spesso palesate dagli atteggiamenti non verbali e paraverbali – costantemente accompagnati dalla gestualità –, tentando di gestirle in maniera quanto più possibile efficace per il buon esito della procedura.

 

L’empatia è un’altra dote fondamentale, in quanto consente di comprendere la posizione delle parti per guidarle eventualmente verso una soluzione comune, prevedendo magari la possibilità di allargare la torta, spostando l’obiettivo dalle posizioni agli interessi. Bisogna saper chiedere alle parti “Cosa volete? Cosa vi interessa realmente?”.

 

Se il conciliatore sarà in grado di comprende la posizione dei soggetti coinvolti, allora potrà proporre delle valide opzioni, delle soluzioni condivise ed accettabili, traghettando le parti verso la risoluzione della loro controversia.

 

La professionalità, il linguaggio, gli atteggiamenti, l’efficienza e il carisma sono tutti elementi che contribuiscono, infine, alla corretta percezione di questo elevato profilo professionale da parte di tutti coloro che, presenti al tavolo della mediazione, hanno l’opportunità di valutare le attitudini al ruolo e le doti umane di un bravo conciliatore.

 

conciliatore cosa fa

Per diventare conciliatore professionista occorre possedere un certo tipo di doti caratteri e una preparazione specifica sulla gestione dei conflitti

 

I passi fondamentali per diventare conciliatore professionista

I passi da seguire per diventare un conciliatore professionista consistono nell’acquisire delle capacità professionali e soddisfare dei requisiti, per poter svolgere questo mestiere.

 

Se il tuo scopo è quello di svolgere questa mansione, che ti permetterà di operare all’interno del campo giudiziario, e quindi a stretto contatto con un giudice, per prima cosa devi avere una laurea universitaria triennale, o comunque essere iscritto all’albo dei conciliatore.

 

Ciò però non basta, perché per poter lavorare come conciliatore ed essere riconosciuto come tale, devi frequentare un corso di aggiornamento della durata di due anni, all’interno di un ente di formazione riconosciuto e accreditato. Se vuoi qualche consiglio sul percorso di formazione migliore, continua a leggere!  

I requisiti per svolgere questa attività in campo giuridico

I requisiti necessari che un conciliatore deve avere in suo possesso, per svolgere questa attività in campo giuridico, sono i seguenti:

  • 1 – Deve aver acquisito la qualifica di mediatore tramite un corso di formazione professionale della durata di 50 ore. Consulta il nostro corso online sulla Comunicazione Vincente per soluzione Win – Win, così potrai apprendere come le tecniche di comunicazione e negoziazione più efficaci.
  • 2 – Eccellenti capacità di comunicazione e ascolto.
  • 3 – Capacità di parlare in modo chiaro e sicuro.
  • 4 – Empatia nel voler aiutare le persone a risolvere i problemi.
  • 5 – Capacità di pianificazione per decidere dove e quando tenere le sessioni.
  • 6 – Capacità di relazionarsi facilmente con persone differenti.
 

Tuttavia, oltre ai requisiti appena indicati sopra, per poter diventare un conciliatore a norma di legge un soggetto “non deve aver subito condanne definitive o avere l’interdizione di pubblici uffici”, inoltre “non deve avere avuto sanzioni disciplinari ed essere sottoposto a misure di sicurezza o prevenzione”.

 

Conciliatore durante una sessione di mediazione

Per svolgere l’attività di conciliatore è necessario possedere dei requisiti sia a livello comunicativo che legale.

 

Qual è il Corso di studio per diventare conciliatore, come previsto dal decreto ministeriale? 

 

Il corso di studio per diventare conciliatore professionista, come previsto dal decreto ministeriale (180/2010), ha una durata di 50 ore e viene effettuato presso le sedi dell’università e-Campus (Novedrate, Roma e Messina).

 

Non hai tempo per recarti presso una delle sedi citate sopra? Nessun problema! Abbiamo noi la soluzione che fa per te… Grazie al nostro corso riconosciuto dal Miur, da svolgere direttamente online tramite l’uso del pc, potrai acquisire le conoscenze necessarie a diventare un conciliatore o mediatore di successo, nel rispetto delle norme e di quanto previsto dalla legge.

 

Il corso in questione si chiama Comunicazione Vincente Win – Win ed è stato realizzato dal dottore commercialista Leonardo Fuina, iscritto presso l’ordine di Roma dal 1995.

 

Si tratta di un corso utile per imparare le tecniche di comunicazione, sia verbale che para verbale, e inoltre anche per acquisire le competenze negoziali di mediazione civile: utilissimi per i docenti, professionisti, imprenditori e lavoratori indipendenti.   Imparerai a migliorare e potenziare le tue capacità comunicative e relazionali.

 

Il corso viene svolto online, tramite una piattaforma di E-Learning, ed è suddiviso in 4 moduli da 3 ore ciascuna. Una volta che avrai completato il corso, riceverai un’attestazione firmata che ti garantirà il rilascio dei crediti ECP previsti dalla legge (N° 4 del 2013).