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I Requisiti per Aprire un Bar

Cosa trovi in questo articolo

Quali sono i requisiti per aprire un bar e come si deve procedere? Di certo questa è la prima domanda che ci si pone quando si desidera intraprendere questo tipo di esperienza imprenditoriale.

 

Aprire un bar è un sogno per molti giovani che desiderano mettersi in proprio e trovare la loro strada nel settore della ristorazione.

 

La prima cosa da fare per realizzare questo sogno è leggere la nostra guida completa per aprire un bar e sapere tutto il necessario su costi, licenze, burocrazia e molto altro ancora.

 

Requisiti per aprire un bar

Quali sono i requisiti per aprire un bar e come si deve procedere?

 

I requisiti per chi apre un bar: documentazione, titoli e certificazioni

Prima di iniziare la procedura burocratica per aprire un bar si deve trovare un locale idoneo per aprire la propria attività.

 

Questo significa cercare un locale con destinazione d’uso commerciale, che può essere sia acquistato che preso in affitto. La scelta dipende dalle proprie disponibilità economiche e da quello che è il proprio progetto imprenditoriale.

 

Dopo aver trovato il locale ed essersi assicurati che sia a norma è necessario iniziare ad affrontare tutti gli aspetti burocratici.

 

Sarà solo al termine di questo iter che si andrà ad avviare la propria attività imprenditoriale e, per questo motivo, è importante prendere immediatamente coscienza dei passaggi da fare.

 

Lo step successivo è quello dell’apertura della partita IVA. In questo caso il consiglio è di affidarsi a un commercialista che sia in grado non solo di inoltrare la richiesta all’Agenzia delle Entrate e di individuare il codice ATECO giusto ma anche di dare una consulenza su più fronti.

 

Questo perché, ad esempio, i bar con cucina avranno un determinato codice ATECO mentre i bar senza cucina e avranno un altro. Inoltre sarà necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e l’iscrizione all’INPS.

 

Avere un professionista al proprio fianco aiuta non poco in questi casi, soprattutto a non commettere errori.

 

Dopo queste incombenze sarà il momento di passare allo step successivo.

 

Questo prevede la presentazione della SCIA allo sportello SUAP del comune in cui si sta aprendo l’attività. Stiamo parlando della Segnalazione Certificata di Inizio Attività che deve essere presentata, assieme a tutti gli allegati che vengono richiesti, via PEC al comune interessato.

 

Non è, però, l’unico documento da avere a portata di mano in questo iter. Ci sono una serie di certificazioni necessarie per aprire un bar.

 

Ecco un elenco:

 
  • certificazione destinazione d’uso commerciale
  • certificazione della frequenza del corso HACCP
  • certificazione della frequenza del corso SAB
  • certificazione corso antincendio
  • documento di valutazione dei rischi
 

Requisiti per aprire un bar

Prima di iniziare la procedura burocratica per aprire un bar si deve trovare un locale idoneo per aprire la propria attività

 

I requisiti societari per aprire un bar

A questo punto è interessante capire quali sono i requisiti societari per aprire un bar.

 

Per aprire un bar, così come ogni altra attività aperta al pubblico, è necessario scegliere la forma societaria più adatta alle proprie esigenze.

 

Che si opti per una ditta individuale o per una società di persone, il consiglio è sempre quello di affidarsi a un professionista per capire cosa scegliere e quali sono i vantaggi connessi a ogni forma societaria.

 

Naturalmente sarà, poi, fondamentale aprire una partita IVA. A questo dovrà seguire l’iscrizione al Registro delle Imprese e l’apertura delle posizioni INPS e INAIL.

 

In questo modo si potrà essere pienamente in regola da questo punto di vista.

 

Titoli e certificazioni necessarie per chi vuole aprire un bar

Quali sono i titoli e le certificazioni necessarie per aprire un bar? Anche questo aspetto va approfondito, poiché se non si hanno tutte le autorizzazioni in regola è impossibile partire con la propria attività imprenditoriale.

 

Questo vale per tutte le attività del settore ristorazione e per le attività aperte al pubblico.

 

Per aprire un bar si deve essere maggiorenni e aver concluso la scuola dell’obbligo.

 

Si può aprire un bar dopo aver conseguito un diploma presso un istituto alberghiero o anche dopo aver frequentato un corso professionale per il commercio relativo a quello specifico settore merceologico.

 

Altro requisito è la frequenza di un corso SAB, necessario per chi somministra alimenti e bevande.

 

Ci sono, poi, i documenti da presentare al comune per avviare l’attività in questione.

 

Si parte con la comunicazione di inizio attività da presentare al Comune in cui nasce il bar. Assieme a questa comunicazione si devono presentare anche degli allegati comprovanti l’identità del titolare, i dati dell’impresa, l’agibilità, gli orari di apertura e chiusura.

 

Inoltre si deve chiedere, sempre al Comune, l’autorizzazione per esporre l’insegna

 

All’Agenzia delle Entrate, invece, si dovrà richiedere l’autorizzazione alla vendita al minuto di superalcolici.

 

Requisiti per aprire un bar

Si può aprire un bar dopo aver conseguito un diploma presso un istituto alberghiero o anche dopo aver frequentato un corso professionale per il commercio relativo a quello specifico settore merceologico

 

I requisiti del locale

Il locale che verrà adibito a bar può essere sia di proprietà che in affitto. Tuttavia ciò non cambia quelle che sono le caratteristiche che deve avere.

 

Nello specifico il locale deve avere una destinazione d’uso commerciale, deve rispettare i regolamenti sulla sicurezza sul lavoro, deve rispettare i regolamenti in materia di igiene, deve rispettare i vincoli paesaggistici e storici e deve essere isolato a livello acustico.

 

Sono queste le caratteristiche imprescindibili. Naturalmente, quando si prende in considerazione l’affitto o l’acquisto di un locale destinato a diventare un bar è necessario valutarne la zona.

 

Per avviare una attività di successo, infatti, bisogna avere dei clienti. Il consiglio, quindi, è quello di trovare un locale in una zona che sia ben frequentata. In prossimità di scuole, negozi o uffici è di certo la posizione ideale se si desidera avviare un bar.

 

Le norme che deve rispettare un locale

Dopo aver iniziato a capire cosa serve per aprire un locale e quali sono i primi step da fare, è arrivato il momento di individuare le norme per un bar. Quali sono quelle da conoscere e da rispettare?

 

Dal punto di vista normativo si deve conoscere e rispettare la legge sulla somministrazione di alimenti e bevande. Questa è la prima legge da tenere a mente, a cui si deve affiancare, naturalmente, quanto viene stabilito in materia anche dalla normativa regionale e dalla normativa comunale.

 

Fino a qualche anno fa si dovevano fare i conti anche con le licenze che andavano a regolare la concorrenza. Ora non esistono più. I comuni possono decidere, però, di imporre delle regole per le aperture dei bar nei centri storici, ma non possono in alcun modo imporre un numero massimo di bar aperti sul territorio.

 

Altra normativa da conoscere per poter aprire un bar è la normativa igienico-sanitaria per i pubblici esercizi.  Si tratta di un aspetto su cui, naturalmente, è impossibile soprassedere.

 

Requisiti per aprire un bar

Dal punto di vista normativo si deve conoscere e rispettare la legge sulla somministrazione di alimenti e bevande

 

Gli standard per l’arredamento

Un bar deve essere arredato in maniera consona e, soprattutto, anche in base ai gusti e alle esigenze. Che si tratti di un locale piccolo o di un bar grande, quello che conta è che tutto sia funzionale e che non si creino disagi alla clientela.

 

In ogni bar che si rispetti c’è una zona operativa e una zona di consumo. In entrambe le zone, comunque, devono essere rispettati gli standard igienico-sanitari e questo influisce molto sulla scelta dell’arredamento che non può di certo essere lasciata al caso.

 

Tavoli, banconi, sedie e tutti gli altri elementi devono essere scelti in modo tale da rendere semplice l’accesso al bar e non intralciare né il lavoro né il comfort dei clienti.

 

Volendo indicare gli elementi base per un bar, ecco un elenco da tenere a mente:

 
  • tavoli
  • sedie
  • illuminazione
  • poltrone o divanetti (se lo spazio lo consente)
  • elementi decorativi
 

Le attrezzature necessarie per aprire un bar

A questo punto è importante parlare di attrezzature per bar. Di cosa si ha bisogno? Ci sono degli elementi imprescindibili e uno di questi è, senza dubbio, il bancone. Si tratta di un piano di appoggio, ma anche di un piano di lavoro.

 

Oggi come oggi si tende a crearlo un po’ più stretto rispetto a prima, ma comunque la maggior parte dei banconi da bar ha una larghezza di almeno 60 cm.

 

Oltre al bancone, che è tra le attrezzature più costose che servono in un bar, cosa non dovrebbe mancare?

 
  • lavandini e piani in acciaio per preparare i cibi, le bevande e i drink
  • macchina da caffè
  • frigoriferi
  • congelatori
  • lavastoviglie
  • banconi riscaldati
  • banconi refrigerati
  • vetrine per l’esposizione dei cibi
  • macchina del ghiaccio
  • espositori e scaffali per bottiglie
  • piastre
  • macchina del ghiaccio
  • lava tazze e bicchieri
 

A seconda delle esigenze, poi, non dovranno mancare macchine per centrifugati, spremute e così via.

 

Requisiti per aprire un bar

Ci sono degli elementi imprescindibili e uno di questi è, senza dubbio, il bancone

 

Requisiti dei dipendenti che lavorano in un bar

Dopo aver parlato delle normative, degli standard, dell’iter burocratico e di quella che è la parte relativa all’arredamento di un bar, non resta che parlare dei requisiti dei dipendenti.

 

Cosa serve per lavorare in un bar? La domanda, siamo certi, se la pongono in molti ed è importante andare a capire quali sono i requisiti di cui si deve essere in possesso così da non commettere errori.

 

I lavoratori devono essere obbligatoriamente formati e informati sui possibili rischi e su quelle che sono le procedure di prevenzione da seguire per evitare incidenti.

 

Un aspetto questo assolutamente da cui non si può in alcun modo prescindere, così come non si può prescindere Testo Unico sulla Sicurezza.

 

Questa norma tanto ci dice sul ruolo del lavoratore in un bar. Innanzitutto ci definisce la figura stessa del lavoratore, indicata come chi “svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato”.

 

Esistono, poi, varie forme di assunzione di un dipendente. Ci sono i contratti a progetto, a chiamata, interinali e ci sono le figure di tirocinanti e apprendisti.

 

Qualsiasi sia la tipologia di contratto e l’inquadramento del lavoratore, quello che conta è che tutto sia fatto a norma di legge e, soprattutto, che quest’ultimo venga regolarmente formato e informato.

 

Sarà il datore di lavoro a doversi occupare di questo aspetto. Entrando nel dettaglio, il datore dovrà provvedere alla formazione e all’informazione del dipendente.

 

Il processo di formazione prevede l’acquisizione delle nozioni e competenze tecniche per imparare il lavoro e mettere il tutto in pratica senza rischi.

 

Il dipendente dovrà, inoltre, essere messo nella condizione di utilizzare i DPI evitando così tutti i rischi potenzialmente correlati al mestiere.

 

Non solo. Entro 60 giorni dall’assunzione i dipendenti dovranno seguire dei corsi obbligatori. Si tratta anche in questo caso di un obbligo.

 

Questo corso di formazione per dipendenti di un bar ha una durata di 8 ore, durante le quali si apprende una parte generale sul lavoro, quelli che sono i rischi specifici e molto altro ancora.

 

La validità di questo corso è di 5 anni e il costo dello stesso deve essere sostenuto dai datori di lavoro.

 

Infine, un dipendente di un bar dovrà fare un corso HACCP. Anche questo è obbligatorio, così come lo è per tutte le altre figure che lavorano nel bar e nel settore della ristorazione a 360°.

 

La durata del corso HACCP varia a seconda delle leggi regionali, ma di solito si va dalle 2 alle 16 ore. Durante questo corso si otterranno delle nozioni di microbiologia e si parlerà di regole base igienico-sanitarie e di buonsenso.

   

Titoli, certificazioni e requisiti per lavorare in un bar

Ma cosa serve per lavorare in un bar? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Chi lavora in un bar può essere un barista o un barman.

 

Le due figure possono sembrare a primo acchito uguali, ma così non è.

 

Il barista è addetto alla preparazione di caffè, cappuccini e di tutto quello che viene preparato in un bar, mentre un barman è chi prepara cocktail.

 

Dopo aver capito la differenza tra queste due figure non resta che capire come diventare barista e come diventare barman. Servono formazione e una lunga gavetta.

   

In particolare il barman avrà bisogno di seguire dei corsi di mixology, così da imparare l’arte di fare dei cocktail.

 

Esistono, però, anche dei corsi di caffetteria e altre tipologie di percorsi più indicati a chi desidera fare il barista.

 

Assieme ai corsi, tuttavia, si devono avere una serie di doti che non si acquisiscono solo studiando. Chi desidera lavorare in un bar dovrà avere manualità e, soprattutto, dovrà essere incline alle relazioni con il pubblico. Vedendo moltissimi clienti ogni giorno è necessario avere sempre l’educazione e la professionalità necessarie per soddisfarli.

 

Si tratta di un lavoro che solo all’apparenza è semplice, ma che richiede invece una certa attitudine e molta dedizione.

 

La formazione consigliata per lavorare come barman o barista

Esistono, oggi come oggi, tante scuole e tanti corsi per diventare barista o per diventare barman. Quello che è importante è scegliere dei percorsi formativi che siano effettivamente validi e in grado di dare degli sbocchi lavorativi.

 

Solo in questo modo si potrà sperare di lavorare dopo essersi formati. Come detto, la gavetta è parte fondamentale della formazione e di questo tipo di lavoro.

 

Si dovrà trovare un ente formatore che eroghi corsi professionalizzanti che siano all’altezza delle aspettative.

 

Quanto costa aprire un bar: tutte le spese da affrontare

Aprire un bar richiede anche uno sforzo economico. In primis si deve calcolare l’affitto del locale o, se possibile, l’acquisto dell’immobile.

 

Impossibile dare una cifra indicativa, poiché molto cambia in base al luogo e alle condizioni dell’immobile.

 

Si dovranno, poi, considerare le eventuali ristrutturazioni, i costi per arredamento e macchinari e le somme necessarie per la parte burocratica.

 

Ci sono, poi, i costi per il personale, le utenze e una serie di spese da dover sostenere. Possiamo, quindi, dire che la spesa minima per aprire un bar si aggira attorno ai 50 mila euro, che possono anche diventare il doppio.

 

Aprire un bar in franchising conviene?

Ecco, quindi, che scatta la fatidica domanda: aprire un bar in franchising conviene?

 

La risposta varia a seconda delle esigenze e delle aspettative. Di certo se la somma da investire spaventa, allora quella del bar in franchising potrebbe essere la migliore delle soluzioni possibili.

 

In questo modo ci si può mettere in proprio con una somma che si aggira attorno ai 10-15 mila euro. Nessun investimento eccessivo, quindi, ma una somma alla portata di molti.

 

Questa alternativa è valida soprattutto per i più giovani che potrebbero avere qualche problema a ottenere una linea di credito per aprire un bar in proprio.

 

Va da sé, però, che la riuscita del progetto dipende anche da chi propone il franchising. Ci si deve sempre tutelare in questi casi, individuando solo opportunità con aziende serie e in grado di dare il massimo possibile.

 

Avere alle spalle un brand serio e affidabile è una sorta di garanzia per la buona riuscita del progetto.

 

Cosa serve per aprire un bar nella pratica: 5 capacità e skills fondamentali

Dopo aver pensato a tutto e aver preso in considerazione anche la possibilità di aprire un bar in franchising, è importante capire quali sono le 5 skills fondamentali da avere.

 

Saper gestire e accogliere i clienti

Quando si ha un bar o una qualsiasi attività nel settore della ristorazione, quello che conta è saper accogliere i clienti. Si tratta del bigliettino da visita ed è per questo che ogni figura che lavora in un bar deve avere delle capacità relazionali spiccate.

 

Fare leva sull’educazione e sulla gentilezza è la prima regola per fare in modo che i clienti siano soddisfatti. Così si potranno fidelizzare.

 

Preparare un business plan efficace

Avere un business plan è fondamentale per qualsiasi attività. Questo perché permette di valutare i costi, le incombenze, gli obblighi, le entrate. Quando si deve effettuare un investimento è sempre importantissimo partire da questo punto in modo tale da avere tutto sotto controllo e non commettere errori.

 

Scegliere con cura fornitori e prodotti

Anche questa è una necessità. Esistono tantissimi bar in Italia, ma quelli che sanno fare la differenza sono quelli in grado di distinguersi per prodotti di alta qualità. Selezionare i propri fornitori e puntare tutto sulla qualità di ciò che si offre e del servizio è la carta vincente per ogni attività che si rispetti.

 

Gestire con attenzione scorte e ordini

In questo caso si pone l’accento su una questione che molti non prendono in considerazione. Chi ha un bar dovrebbe sempre sapere cosa si consuma, di cosa si ha bisogno, cosa è ancora in giacenza. Imparare a fare gli ordini è una delle prime skill da apprendere per evitare sprechi e spese superflue.

 

Comunicare in modo efficace con i dipendenti e gestire il loro lavoro

Il rapporto datore di lavoro dipendenti è un altro punto centrale di tutto questo. Avere un buon rapporto influisce in maniera positiva sulla percezione del locale. Il cliente non ama ambienti tesi, in cui si respira acredine tra dipendenti e proprietari del locale. Per questo motivo è sempre bene mantenere un ambiente disteso ma comunque altamente professionale.

 

L’importanza della formazione prima di aprire un bar o un’attività nel mondo della ristorazione

Il settore bar così come il mondo della ristorazione cambiano e si evolvono rapidamente. Per questo motivo è bene formarsi e informarsi, ma anche restare sempre aggiornati.

 

I corsi Alteredu per il settore della ristorazione sono perfetti per chi si trova in procinto di aprire un bar o qualsiasi altra attività in questo mondo.
Si tratta di corsi professionalizzanti e riconosciuti, che possono essere seguiti online direttamente da casa propria.

 

Conoscere tutta la nostra offerta è il miglior modo per iniziare un’attività con il piede giusto.