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Piano triennale anticorruzione

Cosa trovi in questo articolo

Cosa si intende quando si parla di piano triennale anticorruzione PTPC e a cosa serve? Cerchiamo di fare chiarezza sul punto, così da capire di cosa si tratta, chi è il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, quali sono le sanzioni per chi non adotta il piano e molto altro ancora. Si tratta, del resto, di un argomento che deve essere affrontato con attenzione per la sua delicatezza e centralità.

 

Guida completa al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC) 

Volendo introdurre l’argomento è utile fare delle precisazioni. Qui si troverà una guida completa al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, anche noto come PTPC per utilizzare un acronimo. 

 

Si tratta, nello specifico, di un documento programmatico che mette insieme tutte quelle che sono le misure di prevenzione della corruzione previste dalla legge e quelli che sono gli ulteriori interventi da prendere in considerazione. 

 

Nella maggior parte dei casi in questo documento è incluso anche il cosiddetto Programma Triennale di Trasparenza e Integrità

 

Ma entriamo nel dettaglio, per cercare di approfondire quanto più possibile la materia.

 

Piano triennale anticorruzione

Il PTPC è un documento programmatico che mette insieme tutte quelle che sono le misure di prevenzione della corruzione

 

Che cos’è il Piano Triennale Anticorruzione?

Il Piano Triennale Anticorruzione è, come detto, un documento programmatico che serve ogni ente o a ogni amministrazione al fine di individuare il grado di rischio di esposizione alla corruzione. In questo documento vengono indicati interventi e misuri necessari a prevenire il rischio

 

Questa è una delle parti più complesse e importanti del PTPC poiché sarà necessario fare i conti con il rischio corruttivo e si dovrà pensare a come gestirlo e quali sono le misure da prendere.

 

Programmare le misure di prevenzione in maniera adeguata può essere complesso ma è necessario farlo nella maniera più puntuale possibile. 

 

Chi è Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT)?

Entra in gioco la figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, che chiameremo RPCT per utilizzare l’acronimo. 

 

Si tratta, nello specifico, di colui che ha il compito di proporre e predisporre il PTPC. Questa figura ha, quindi, la possibilità di prendere parte alle riunioni dell’organo di indirizzo che concernono il piano anticorruzione così da poter verificare i contenuti e ciò che si vuole fare.

 

Oltre al RPCT in questo processo è coinvolta tutta la struttura organizzativa dell’amministrazione o dell’ente interessato poiché tutti possono aiutare a effettuare una valutazione del rischio conoscendo dinamiche e attività svolte. Ecco, quindi, che assieme al responsabile lavoreranno responsabili uffici, chi ha incarichi amministrativi, stakeholders

 

Entro il 31 Gennaio di ogni anno il PTPC arriva all’organo d’indirizzo politico che deve approvarlo. Questo avviene su proposta del RPCT. Dopo l’approvazione si invia tutto il piano al Dipartimento della Funzione Pubblica. 

 

Piano triennale anticorruzione

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza è colui che ha il compito di proporre e predisporre il PTPC

 

Cosa prevede il PTPC 2020-2022?

A questo punto è utile entrare nel dettaglio, cercando di capire cosa prevede il PTPC 2020-2022

 

Come ogni triennio il PTPC deve far fronte a delle specifiche esigenze. Innanzitutto deve individuare le attività a rischio corruzione, valutando il rischio stesso. Deve, poi, prevedere sia dei meccanismi di controllo sia la formazione necessaria per la prevenzione del rischio di corruzione

 

Sempre nel PTPC devono essere inseriti degli obblighi d’informazione del RPCT. All’interno del piano andranno, poi, monitorati i procedimenti, i rapporti tra società e soggetti andando a individuare parentele, affinità e così via. 

 

Infine, il PTPC prevede al suo interno la presenza obblighi di trasparenza ben specifici. 

 

Legalità e integrità del PTPC: le regole da rispettare

Ci sono delle regole di legalità e integrità del PTPC che devono essere rispettate. Il tutto, naturalmente, è collegato alla necessità di ridurre il rischio di corruzione

 

Ecco, quindi, che si deve procedere con l’adozione di una disciplina per lo svolgimento dei cosiddetti incarichi extraimpiego, che i dipendenti possono svolgere presso enti o società esterni. Non solo. Si devono anche disciplinare i conferimenti degli incarichi esterni

 

Diventa necessario adottare un codice etico e di comportamento per i dipendenti, così come diventa necessario un regolamento per gli acquisti di lavori, beni e servizi. 

 

Deve essere istituito un registro di rischio per annotare le attività di monitoraggio che vengono fatte. 

 

Possono essere previste anche delle collaborazioni con altre organizzazioni, al fine di mettere a punto dei protocolli di intesa in materia di legalità. Ogni aggiornamento deve essere pubblicato sul sito internet istituzionale su cui vanno inserite quelle che sono le specifiche informazioni previste dal D.Lgs. 33/2013.

 

Piano triennale anticorruzione

Il PTPC deve individuare le attività a rischio corruzione, valutando il rischio stesso

 

Gli obblighi relativi all’informazione

Altro aspetto da affrontare sono gli obblighi di informazione. A tal proposito possiamo dire che il personale di organismi che operano in settori particolarmente esposti al rischio di corruzioni devono dimostrare di essere formati e di conoscere il PTPC. Sarà il responsabile che andrà a verificare il tutto. 

 

Perché è necessario? Perché in caso di conflitto di interessi i dipendenti devono astenersi dal compiere le azioni in conflitto e il responsabile dovrà immediatamente intervenire e controllare la situazione. 

 

Si deve immediatamente avvisare il responsabile anche se non si sono rispettati i tempi di svolgimento delle procedure assegnate. Questo perché potrebbe essere necessario porre rimedio quanto prima possibile cercando di evitare anomalie e illeciti. 

 

Anche il responsabile della prevenzione ha un obbligo, che è quello della riservatezza sulle segnalazioni di anomalie o illeciti. Si tratta di un principio di riservatezza che, se salta, comporta anche delle sanzioni. 

 

RPC e monitoraggio

Come detto il responsabile della prevenzione deve provvedere al monitoraggio periodico e costante delle tempistiche e della tempestività con cui si risolvono eventuali anomalie.

 

Il RPC deve andare anche a monitorare tramite campionamento i rapporti di elevato valore economico che intercorrono tra organismo e i soggetti terzi che, a fronte di contratti, ricevono vantaggi economici. In questo caso l’attenzione deve essere massima, proprio per evitare il rischio di corruzione. Inoltre, un altro compito del responsabile è quello di redigere una relazione annuale nella quale viene sottolineata l’effettiva efficacia delle misure previste

 

Le sanzioni previste per chi non adotta Piano Triennale Anticorruzione

Non resta, quindi, che parlare delle sanzioni per chi non adotta il Piano Triennale Anticorruzione. Anche questo è un argomento che vale la pena approfondire con attenzione. 

 

In caso di omissione dell’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione vengono previste delle sanzioni amministrative di valore compreso tra i 1000 e i 10.000 euro. Questo è quanto previsto  dall’articolo 19 del D.L. 90/2014.

 

Alla luce di quanto detto il quadro è chiaro e completo.