RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione): cosa significa? Chi è? Cosa fa?

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In ambito lavorativo la prevenzione e la protezione dei professionisti sono temi a cui fare molta attenzione. La normativa vigente in Italia ha previsto la presenza di figure professionali che hanno il dovere di occuparsi di questi temi per proteggere i lavoratori dai possibili infortuni sul lavoro e dalle malattie correlate all’attività lavorativa.

Una figura centrale nel contesto della prevenzione e della protezione è il RSPP, acronimo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione. In questa guida analizzeremo in dettaglio chi è questo professionista, di cosa si occupa, quali sono i requisiti per diventare RSPP e quali sono gli obblighi di formazione ed aggiornamento professionali previsti dalla normativa in vigore.
 

Cosa significa RSPP? Chi è questa figura?

RSPP è l’acronimo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione ed è il professionista a cui viene affidata il coordinamento ed il controllo delle attività di protezione dei lavoratori e di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

Il professionista che ricopre il ruolo di RSPP ha l’importante compito di garantire il rispetto dell’articolo 32  della Costituzione Italiana, secondo il quale la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.
 

La nomina a RSPP: come funziona?

Una domanda che viene posta di frequente dai professionisti e dai datori di lavoro è come avviene la nomina a RSPP. Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente in Italia, potrà ricoprire il ruolo di RSPP un dipendente dell’azienda, oppure un consulente esterno.

La normativa dà anche la possibilità al datore di lavoro di diventare il RSPP dell’azienda, solo nel caso in cui l’azienda abbia un massimo di cinque dipendenti, oppure nel caso in cui il datore di lavoro abbia correttamente portato a termine il percorso di formazione specifico per ricoprire questo ruolo.
 

Quali sono le funzioni e i compiti di un RSPP?

Per comprendere più in dettaglio di cosa si occupa questo professionista, è interessante analizzare le funzioni ed i compiti del RSPP.

Nell’articolo 2 del D. Lgs 81/2008 si legge che il responsabile del servizio prevenzione e protezione è la “persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi”.

Il RSPP è tenuto a prendere parte alla riunione annuale indetta dal datore di lavoro, alla quale parteciperà insieme al Medico del Lavoro dell’azienda ed al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Il RSPP dovrà inoltre collaborare con queste figure per la redazione del DVR, ovvero del Documento di Valutazione dei Rischi. Il DVR rientra tra gli obblighi del datore di lavoro, il quale si può però avvalere di altre figure competenti – il Medico del Lavoro ed il RSPP – per la redazione di questo documento obbligatorio.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha anche il compito di coordinare le attività per la sicurezza sul lavoro ed ha una responsabilità sull’operato degli ASPP, nel caso in cui questi dovessero essere presenti nell’azienda.
 

Quanti RSPP può avere un’azienda?

Per rispondere alla domanda su quanti RSPP può avere un’azienda bisogna fare ancora una volta riferimento alla normativa italiana. Affinché ogni società abbia una politica aziendale di sicurezza sul lavoro unica ed efficiente, la legge italiana prevede che sia possibile nominare un solo RSPP, che dovrà essere l’unico professionista ad occuparsi della prevenzione e della protezione dei dipendenti.

L’elemento normativo si ritrova nel Decreto Legislativo 81/2008 nel quale è stabilito che:

  • Ad ogni datore di lavoro può corrispondere un solo RSPP.
  • Il datore di lavoro non ha la facoltà di nominare più RSPP.
  • Il datore di lavoro ha la possibilità di nominare più ASPP, che dovranno tutti fare però riferimento ad un unico RSPP.

A questo punto è doveroso parlare dell’ASPP, acronimo di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione. Questo professionista si occupa di svolgere attività volte alla protezione dei lavoratori, seguendo le indicazioni del RSPP che dovrà coordinare tutti gli ASPP dell’azienda ed accertarsi che quanto stabilito venga messo in atto.
 

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Non sempre è possibile avere un RSPP esterno, ci sono infatti degli specifici casi in cui la legge obbliga i datori di lavoro a nominare un Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione tra i dipendenti della stessa azienda.
 

E’ possibile avere un RSPP esterno?

Non sempre è possibile avere un RSPP esterno, ci sono infatti degli specifici casi in cui la legge obbliga i datori di lavoro a nominare un Responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione tra i dipendenti della stessa azienda.

La normativa di riferimento è sempre il D. Lgs 81/2008, il quale stabilisce che il datore di lavoro debba nominare un RSPP interno all’azienda nei seguenti casi:

  • Centrali termoelettriche;
  • Aziende industriali per le quali è previsto l’obbligo di rapporto o di notifica secondo gli articoli 6 e 8 del Lgs 17 agosto 1999;
  • Aziende che si occupano di fabbricazione e di stoccaggio di polveri, esplosivi e munizioni;
  • Installazioni ed impianti inclusi negli articoli 7, 28 e 33 del Lgs 17 marzo 1995;
  • Industrie estrattive che hanno più di 50 dipendenti;
  • Aziende industriali che hanno più di 200 dipendenti;
  • Strutture di cura e di ricovero con più di 50 dipendenti.

In tutti gli altri casi ai datori di lavoro viene data la possibilità di nominare un RSPP esterno, scegliendo tra candidati qualificati anche se non fanno già parte dei dipendenti della società. Prima di affidare l’incarico di RSPP è importante però accertarsi che il candidato abbia concluso il percorso di formazione specifico e che sia dunque autorizzato a ricoprire questo delicato ruolo.

Nominare un RSPP esterno può diventare svantaggioso dal punto di vista economico per l’azienda, la quale potrebbe preferire scegliere un dipendente che già lavora per la società. Il costo per un responsabile esterno parte dai trecento euro per i piccoli uffici fino a superare le migliaia di euro per le aziende più grandi.
 

Quali sono le responsabilità del RSPP?

Assumere l’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione significa scegliere di ricoprire una posizione di responsabilità. Prima di informarsi sul percorso di formazione da seguire per ambire a questa carica, è utile conoscere le responsabilità del RSPP.

La Legge Italiana non prevede per questa figura professionale delle sanzioni contravvenzionali. Ogni RSPP deve però sapere che nel caso in cui la consulenza non si rivelasse corretta il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione potrebbe essere ritenuto responsabile del reato di evento.

A questa figura professionale viene data anche la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi di sicurezza aziendale che vengono stabiliti insieme al datore di lavoro. Questa responsabilità non è comunque esclusiva del RSPP, ma viene condivisa con il Medico del Lavoro.
 

Il lavoro di RSPP: quali sono i requisiti?

Il Testo Unico stabilisce i requisiti del RSPP, necessari a chiunque desideri aspirare a questo ruolo e svolgere un’attività di grande importanza per la crescita dell’azienda e per la salute dei dipendenti che fanno parte della famiglia aziendale.

Secondo quanto indicato dalla normativa vigente, per diventare Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è necessario:

  • Avere come titolo di studio almeno la licenzia media superiore;
  • Aver ottenuto l’attestato che dimostri di aver superato il corso di formazione specifico per RSPP;
  • Far parte dei dipendenti dell’istituto scolastico se si intende diventare RSPP in quell’ambito (non è possibile in questo caso nominare un responsabile esterno).

Ai requisiti del RSPP necessari per la nomina si aggiunge un requisito fondamentale per continuare a ricoprire questa carica dopo averla ottenuta. E’ previsto infatti l’obbligo di aggiornamento professionale quinquennale.
 

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Il percorso di formazione RSPP prevede per coloro che intendono ricoprire questa carica uno specifico corso di formazione.
 

Formazione RSPP

Il percorso di formazione RSPP prevede per coloro che intendono ricoprire questa carica uno specifico corso di formazione. Al pari di quanto accade per altre professioni – in particolare per quelle che riguardano la salute – è previsto anche un obbligo di aggiornamento professionale.

La normativa italiana stabilisce delle sanzioni per colui che ricopre il ruolo di RSPP senza i requisiti di formazione. Le sanzioni previste sono l’ammenda da € 2.500 a € 6.400 o l’arresto da 3 a 6 mesi, che diventano da 4 a 8 mesi per colui che ricopre senza i requisiti il ruolo di RSPP in aziende con rischi rilevanti per la salute dei lavoratori.
 

Come si diventa RSPP

Per diventare RSPP è necessario rispettare tutti i requisiti RSPP descritti in precedenza. Per quanto riguarda il titolo di studio, questo deve essere conseguito presso una scuola o un’università accreditata, mentre per il corso di RSPP non bisogna per forza rivolgersi ad un istituto fisico, si può anche seguire un corso certificato online.
 

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Il datore di lavoro può ricoprire l’incarico di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione nel caso in cui la sua azienda abbia un numero di dipendenti inferiori a cinque.
 

Esiste un obbligo formativo per un datore di lavoro che ricopre il ruolo di RSPP?

Il datore di lavoro può ricoprire l’incarico di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione nel caso in cui la sua azienda abbia un numero di dipendenti inferiori a cinque. Per ricoprire questa posizione è necessario che il datore di lavoro porti a termine il corso per diventare RSPP e che si impegni anche nel rispettare l’obbligo di aggiornamento periodico.

L’aggiornamento periodico si calcola su base quinquennale ed il numero totale di ore di aggiornamento viene stabilito in base al rischio dell’attività. Nello specifico si possono individuare tre livelli di rischio e quindi altrettanti cumuli di ore da raggiungere nei cinque anni:

  • Attività con rischio basso: 6 ore
  • Attività con rischio medio: 10 ore
  • Attività con rischio alto: 14 ore
 

Qual è invece l’obbligo formativo per il RSPP che non è un datore di lavoro?

L’obbligo formativo è previsto anche per i RSPP che non sono datori di lavoro, ma che vengono scelti tra i dipendenti dell’azienda o all’esterno della stessa. Chiunque voglia diventare responsabile in questo ambito deve portare a termine il corso per RSPP e rispettare i requisiti che sono stati descritti.

Come per i datori di lavoro RSPP, anche in questo caso l’obbligo di aggiornamento è su base quinquennale. Tutti gli RSPP devono prendere parte ad un corso di aggiornamento di 40 ore, mentre chi ricopre il ruolo di ASPP deve iscriversi ogni cinque anni ad un corso di aggiornamento di 20 ore.
 

Corsi di formazione e aggiornamento per RSPP proposti da Alteredu

Per iscriverti a dei corsi di formazione e di aggiornamento professionali non devi per forza cercare un istituto scolastico che preveda delle lezioni in aula, puoi anche scegliere di sfruttare i vantaggi della FAD, ovvero della formazione a distanza. Su Alteredu trovi una vasta scelta di corsi certificati di alta qualità utili per diventare RSPP e per rispettare l’obbligo di aggiornamento quinquennale.

Se vuoi seguire un corso online per diventare ASPP o RSPP puoi innanzitutto iscriverti al Modulo A – Sicurezza sul Lavoro della durata di 28 ore. Durante questo corso si tratteranno diversi argomenti, partendo dallo studio del D. Lgs 81/08, normativa di riferimento per la sicurezza in ambito professionale. Saranno poi trattati i delicati temi della prevenzione sui luoghi di lavoro, della sorveglianza sanitaria, della gestione delle eventuali emergenze ed in generale del processo di valutazione dei rischi professionali.
 
 

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Per quanto riguarda l’aggiornamento obbligatorio, su Alteredu si trovano corsi divisi in base al settore ed al livello di rischio. I RSPP di tutti i settori possono scegliere il corso di aggiornamento RSPP suddivisi nelle varie annualità (1° annualità, 2° annualità, 3° annualità, 4° annualità, 5° annualità).

 
 

 
 

 
 

 
 

 
 

 
 
In catalogo si trovano poi degli specifici corsi di aggiornamento per datori di lavoro RSPP. In questo caso i corsi sono suddivisi in base al rischio dell’attività, infatti i datori di lavoro possono scegliere tra il corso di aggiornamento per rischio medio (10 ore) ed il corso di aggiornamento per rischio alto (14 ore).
 
 

 
 

 
 
Il settore sanitario è uno dei settori a maggior rischio, per questo su Alteredu è possibile trovare due corsi di aggiornamento specifici. Il primo è il corso rivolto al RSPP datore di lavoro in sanità e nelle farmacie: la durata è di 6 ore ed al completamento del corso si potranno ottenere 9 crediti ECM validi per il raggiungimento dell’obbligo di formazione continua in ambito sanitario.
 
 
Il secondo è invece il corso RSPP datore di lavoro rischio alto in sanità: la durata è di 6 ore, ma al completamento del corso si potranno ottenere ben 21 crediti ECM. Il corso viene erogato in sei moduli, ciascuno dedicato ad uno specifico argomento da conoscere per la valutazione e la gestione dei rischi in ambito sanitario.
 
 

 
 

 
 
Tutti i corsi di Alteredu sono certificati e sono erogati completamente online. I professionisti potranno gestire liberamente il tempo da dedicare allo studio, scaricare il materiale ed approfondire i temi che li attraggono di più. Al termine del corso i professionisti dovranno superare un test finale per ottenere l’attestato da spendere in ambito lavorativo.

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