Energy Manager: cosa fa? Quanto guadagna? Quale percorso di formazione segue?

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Sono tante le figure professionali che svolgono un ruolo fondamentale per la crescita delle aziende e la figura dell’energy manager rientra tra queste. In questo approfondimento analizzeremo in dettaglio questo lavoro, descrivendo cosa fa l’energy manager, quali sono i compiti di cui deve occuparsi e qual è lo stipendio medio che percepisce.

Vedremo anche in quali situazioni le aziende sono obbligate a nominare un energy manager e quali sono i requisiti che il professionista che intende ricoprire questo ruolo deve avere. Scopriremo inoltre qual è il percorso di formazione che si può seguire per diventare un energy manager professionista.

Con noi di Alteredu chi è alla ricerca di un corso di formazione per diventare un professionista potrà decidere di intraprendere il percorso che porterà a diventare un energy manager e a ricoprire questo importante ruolo di consulente. Alteredu è stata inserita nel 2020 nella Digital Skills and Job Coalition, una coalizione europea che raccoglie gli enti no-profit e le imprese che si impegnano ad aumentare le competenze digitali dei giovani.

Questa guida è pensata per rispondere a tutti coloro che sono interessati a dare una svolta alla loro vita professionale. L’idea di questo approfondimento è nata dalla domanda che ci è stata posta da Luca, che ci ha contattati per avere consigli su una professione che avrebbe potuto valorizzare i suoi punti di forza e le sue attitudini. Dopo che Luca ci ha descritto le sue competenze e le sue passioni abbiamo subito pensato al ruolo dell’energy manager.
 

l’energy manager offrirà dunque una <strong>consulenza professionale</strong> e metterà a disposizione le sue competenze per aiutare i manager a prendere delle decisioni vantaggiose per l’azienda.
L’Energy Manager offre una consulenza professionale e mette a disposizione le sue competenze per aiutare i manager a prendere delle decisioni vantaggiose per l’azienda.
 

Chi è l’energy manager?

Nella conversazione che abbiamo avuto con Luca, dopo avergli parlato di questa professione come potenziale lavoro adatto alle sue attitudini gli abbiamo descritto chi è l’energy manager.

Si tratta di un professionista specializzato che si deve occupare di suggerire e valutare i metodi di conservazione dell’energia, cercando di ridurre i consumi aziendali e di contribuire a rendere la società più sostenibile dal punto di vista ambientale.

Nonostante questa figura professionale venga inquadrata come definizione nella categoria dei manager, va sottolineato che l’energy manager non avrà potere decisionale. Ciò che si chiede a questo professionista è infatti di sottoporre la sua valutazione a chi dovrà decidere: l’energy manager offrirà dunque una consulenza professionale e metterà a disposizione le sue competenze per aiutare i manager a prendere delle decisioni vantaggiose per l’azienda.
 

I compiti dell’energy manager

Vediamo in dettaglio quali sono i compiti dell’energy manager e le mansioni di cui questo professionista dovrà occuparsi per svolgere al meglio il suo ruolo.

Questo professionista dovrà innanzitutto fare una valutazione dell’utilizzo di energia da parte dell’azienda, al fine di individuare quegli interventi che si potrebbero mettere in pratica per migliorare l’impiego di energia da parte dell’azienda stessa. Lo scopo ultimo è giungere ad un utilizzo più razionale dell’energia, riducendo gli sprechi ove possibile.

L’energy manager dovrà redigere dei bilanci energetici, che saranno il risultato delle valutazioni effettuate. Lo stesso professionista dovrà occuparsi di fornire le informazioni energetiche richieste dalla normativa vigente in base alla tipologia di società nella quale lavora.

Tra i compiti dell’energy manager rientra anche la scelta dei possibili investimenti energetici che l’azienda potrebbe fare per ridurre i consumi e per ottimizzare l’utilizzo dell’energia. Questi investimenti dovranno comunque essere approvati dal responsabile, ricordando che l’energy manager non ha potere decisionale, ma offre una consulenza specialistica in materia di energia.

Il professionista dovrà occuparsi infine di verificare che quanto suggerito venga messo in pratica e di controllare che le nuove strategie di ottimizzazione dell’utilizzo di energia abbiano davvero efficacia. Il controllo periodico dei progressi consentirà di correggere il tiro nel caso in cui ci si dovesse rendere conto della non efficacia delle nuove misure.

Il ruolo dell’energy manager può dunque essere riassunto in due obiettivi principali: il primo è ridurre i costi dell’energia per le aziende ed il secondo è favorire lo sviluppo ecosostenibile delle stesse. Avere nell’organico un manager dell’energia è molto vantaggioso per le aziende, ecco perché questa figura professionale è sempre più richiesta nel nostro paese.
 

Quanto guadagna un energy manager?

Nonostante Luca fosse alla ricerca innanzitutto di una professione stimolante e che gli consentisse di avere un ruolo attivo nelle aziende in cui sarebbe stato impiegato, anche l’aspetto economico rivestiva per lui una certa importanza. Luca ci ha chiesto infatti quanto guadagna un energy manager per farsi un’idea del reddito annuale a cui avrebbe potuto aspirare.

Il reddito annuo di questo professionista si trova in un range che va da € 30.000 a € 60.000. Il guadagno del singolo professionista cambia a seconda della sua esperienza e dell’azienda in cui trova impiego. A Luca abbiamo quindi spiegato che all’inizio della sua carriera, dopo aver fatto i primi anni di esperienza, avrebbe subito potuto puntare ad uno stipendio di circa € 30.000 l’anno, per poi avvicinarsi senza difficoltà ai € 60.000 l’anno a metà carriera.

Per gli energy managers impiegati nel settore green lo stipendio può crescere ulteriormente e la retribuzione può arrivare fino a € 90.000 l’anno. Lo stipendio può crescere ulteriormente per i professionisti con maggiore esperienza, anche se va detto che sono in pochi a superare i € 100.000 l’anno.

Per guadagnare offrendo consulenze da esperto dell’energia non bisogna per forza essere assunti come dipendenti di una società, è possibile lavorare anche come libero professionista. In questo caso il guadagno annuo sarà molto variabile e dipenderà dal numero di consulenze effettuate nell’arco dei dodici mesi e dal compenso richiesto per ogni singola consulenza.
 

La nomina dell’energy manager: quando è obbligatoria?

Alcune aziende hanno l’obbligo di nominare un energy manager. E’ importante capire quando questo obbligo sussiste, così da capire anche quali sono le aziende a cui rivolgersi per essere assunti con maggiore probabilità.

L’obbligo di nomina di un manager dell’energia si ha per tutti i soggetti dei trasporti, del settore terziario e del settore civile che hanno consumato energia per una quantità pari a più di 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio nei dodici mesi precedenti.

L’obbligo si ha anche per i soggetti attivi nel settore industriale che hanno consumato energia per una quantità pari a più di 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio nei dodici mesi precedenti.

Tenendo conto di queste soglie di consumo, solo le più grandi industrie sono in realtà soggette all’obbligo di nomina di questo professionista: 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio sono 53 GWh l’anno, per un corrispettivo economico di oltre 7 milioni di euro ogni anno.
 

L’obbligo di nomina di un manager dell’energia si ha per tutti i soggetti dei trasporti, del settore terziario e del settore civile che hanno consumato energia per una quantità pari a più di 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio nei dodici mesi precedenti.
 

Requisiti per diventare energy manager

Quando abbiamo proposto a Luca di intraprendere il percorso di formazione per ricoprire la carica di manager dell’energia, Luca ci ha chiesto quali sono i requisiti per diventare energy manager. Per ottenere questo ruolo di consulente è necessario infatti avere alcune specifiche competenze ed abilità, dal momento che la gestione ottimale del dispendio energetico è fondamentale per le aziende, soprattutto per quelle di grandi dimensioni.

Facendo riferimento alla circolare 219F del 2 marzo 1992, è possibile elencare i seguenti requisiti per il manager dell’energia:

  • Laurea in ingegneria;
  • Esperienza tecnica professionale pluriennale;
  • Esperienza nella progettazione e nella gestione dei sistemi per produrre e per utilizzare l’energia;
  • Aggiornamento professionale per conoscere le ultime novità del settore.
 

Formazione: il corso per diventare energy manager

Per ottenere questo incarico è necessario dunque dimostrare di avere le conoscenze e le competenze per svolgere tutti i compiti che vengono affidati al manager dell’energia. Chi desidera ottenere questa posizione lavorativa può decidere di frequentare un corso per diventare energy manager.

Su Alteredu proponiamo dei corsi di formazione professionali e certificati, al termine dei quali gli studenti che supereranno l’esame finale di verifica delle competenze otterranno un attestato riconosciuto in ambito professionale.

A Luca abbiamo consigliato di iscriversi al nostro corso energy manager della durata di 40 ore. Diviso in sei moduli, questo corso ha dato a Luca la possibilità acquisire tutte le conoscenze richieste per diventare un manager dell’energia e per poter fare domanda alle varie aziende per essere assunto con questa carica.

 

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Il corso si svolge interamente online, agli studenti viene data la possibilità di accedere al materiale didattico in qualsiasi momento e non vi è obbligo di frequenza in aula. Al termine del percorso di formazione gli studenti saranno sottoposti ad un test di verifica: superato questo test gli studenti riceveranno l’attestato di frequenza, che sarà rilasciato da A.I.S.F. e che potrà essere aggiunto al curriculum.

In alternativa gli studenti possono iscriversi al corso esperto gestione dell’energia. Anche in questo caso si tratta di un percorso di formazione proposto in modalità e-learning e con una durata di 40 ore. Gli studenti approfondiranno le diverse fonti di energia ed apprenderanno le nozioni fondamentali per ciascuna di esse: in questo modo i futuri professionisti della gestione dell’energia saranno in grado di ottimizzare la spesa energetica di qualunque tipo di azienda, indipendentemente dalla fonte di energia che ha deciso di impiegare.

 

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Questi due corsi danno anche la possibilità di ottenere CFP. Il corso energy manager ha un valore di 40 CFP per gli ingegneri, 12 CFP per gli architetti, 43 CFP per gli industriali e 15 CFP per i professionisti agrari. Il corso esperto gestione dell’energia ha invece un valore di 40 CFP per gli ingegneri.
 

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