Crediti ECP: Provider Alteredu

CREDITI ECP

 

Da sempre attiva nella promozione della formazione continua, ALTEREDU è un Ente Provider accreditato per il rilascio dei crediti ECP (Provider n° PVI-048/20).

 

Con l’espressione Educazione Continua Professionale (ECP) si intende ogni attività di accrescimento ed approfondimento delle conoscenze e delle competenze professionali, nonché il loro aggiornamento mediante la partecipazione ad iniziative culturali in campo specialistico e professionalizzante.

Per l’ottenimento di tali crediti, il professionista dovrà svolgere attività di accrescimento ed approfondimento delle conoscenze e delle competenze professionali prendendo parte ad iniziative formative in campo specialistico e professionalizzante. ALTEREDU offre ai professionisti interessati, una grande varietà di corsi, che permetteranno l’accrescimento delle proprie competenze in vari ambiti.

 

Ogni iscritto ai registri deve conseguire in un triennio (per i livelli di Practitioner e di Professional), o in un quinquennio (per i livelli di Trainer e di Supervisor), almeno n. 150 crediti formativi (ECP), di cui almeno n. 20 crediti formativi dovranno essere preferibilmente conseguiti in ogni singolo anno formativo.


L’anno formativo coincide con quello di effettiva iscrizione al registro di attestazione professionale.

ALTEREDU rilascia, su richiesta, crediti ECP; il rilascio dei crediti avviene inviando una mail a [email protected] e previo pagamento di una commissione.

 

 

REVISIONE TRIENNALE DELL’ AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Secondo le indicazioni previste dalla legge 4 del 2013, è consigliato ai professionisti “associativi” effettuare corsi di aggiornamento per acquisire crediti formativi ECP (Educazione Continua Professionale).

 

Tali crediti formativi sono liberalizzati, ma rigorosamente esaminati dalle varie Associazioni Professionali, Enti formativ, Aziende e Stakeholders consentendo così al professionista di avere maggiore indipendenza nella selezione dei corsi da seguire e conseguentemente maggiore responsabilità nella scelta del proprio percorso formativo personale e professionale.

 

La formula scelta permette di sostituire le consuete metodologie di verifica documentali con un approccio veramente olistico, dinamico e soprattutto consapevole, in grado di coinvolgere direttamente il professionista in una relazione attenta e approfondita, svolta in un clima di  serena e costruttiva compartecipazione.

 

L’iniziativa è particolarmente innovativa perché, oltre all’aggiornamento tecnico/legislativo, etico e deontologico, permette ai partecipanti lo scambio e la condivisione degli apprendimenti delle tecniche olistiche acquisite attraverso una reale verifica delle competenze assimilate.

 

DISTINZIONE TRA EDUCAZIONE CONTINUA IN MEDICINA E FORMAZIONE CONTINUA PERMANENTE

È importante distinguere preliminarmente tra:

 

  • la Formazione Continua Permanente, che rappresenta un’importante novità introdotta dal Decreto di riforma degli Ordini professionali (Dpr n. 137/2012);
  • l’Educazione Continua in Medicina, ovvero il sistema di formazione vigente sin dal 2002 e valevole solo per le categorie di professionisti che lavorino con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o con strutture con esso accreditate o convenzionate.

Quanto alla Formazione Continua Permanente, che interessa tutte le figure professionali organizzate su base ordinistica e non soltanto le professioni sanitarie (dunque anche architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, etc.), è sufficiente per il momento  precisare che l’obbligo di maturare crediti formativi in tale ambito non interessa ancora gli psicologi per i quali ancora resta l’obbligo di acquisire gli ECP.

 

Il regolamento che avrebbe dovuto disciplinare modalità e termini di assolvimento di tale obbligo, infatti, pur essendo stato emanato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, non è stato ancora approvato dal vigilante Ministero della Salute.

 

Pertanto, a differenza di altre professioni ordinistiche per le quali l’obbligo potrebbe essere già in vigore, vale per lo psicologo il più generico precetto deontologico di «mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera» (art. 5, Codice deontologico).

 

 

SOGGETTI TENUTI A CONSEGUIRE CREDITI ECM

 

Con l’introduzione del sistema Ecm, i professionisti che operano nell’ambito della Sanità pubblica o privata accreditata sono tenuti a garantire un aggiornamento professionale continuo secondo criteri ben definiti.

 

Sono tenuti a conseguire crediti Ecm esclusivamente coloro che lavorano o collaborano a vario titolo, anche come consulenti, con il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) o con strutture private che operano in regime di  accreditamento o convenzionamento con esso.

 

In altre parole, la mera iscrizione all’Albo degli Psicologi, l’esercizio della libera professione al di fuori del Ssn (presso il proprio studio professionale, ad esempio) o un rapporto di lavoro alle dipendenze di un ente pubblico non riconducibile al Ssn non comportano l’obbligo di conseguire crediti Ecm, come chiarito già nel 2004 dal Tribunale Regionale per il Lazio sezione III ter (sentenza 14062) e contrariamente alle interpretazioni sul tema fornite dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop) con una nota del 26 maggio 2015 e alle indicazioni dell’Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017.

 

È infatti del tutto irrilevante ai fini dell’insorgenza dell’obbligo che la professione di psicologo sia stata formalmente inserita tra le professioni sanitarie e che la vigilanza sugli Ordini sia ora posta in capo al Ministero della Salute, come fatto notare dai consulenti legali dell’Ordine con il parere scaricabile in allegato, di cui si riporta un passaggio significativo:

 

L’obbligatorietà della formazione continua in veste di ECM – come derivato non normativo dell’originaria formazione continua introdotta in sanità dal 1999, non scaturisce infatti né dal dato formale del carattere sanitario di una professione inteso come espressa previsione di legge sul punto (espressa inclusione nelle fattispecie di cui al D.L.C.P.S. 13-3-1946, n.233), né dal regime di esercizio della stessa (subordinato o libero professionale), bensì dal fatto che le relative prestazioni vengano rese nell’ambito previsto dall’art.16-quater del D.Lgs. n.502/1992, sul quale non v’è stata finora alcuna sopravvenienza normativa innovativa.

 

Secondo i legali dell’Ordine, in definitiva, anche alla luce dell’entrata in vigore della Legge n. 3/2018, che ha modificato la Legge istitutiva della professione di psicologo (L. n. 56/1989), riconoscendone espressamente il carattere sanitario, l’obbligo di conseguire crediti Ecm non è stato esteso indiscriminatamente a tutti gli psicologi. 

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